Abbey Town Jazz Orchestra

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30 dicembre 2004

Articolo tratto dal GAZZETTINO del 30 dicembre 2004:

JAZZ

Abbey Town Orchestra e Fvg Gospel Choir

Sesto, Concerti Sacri di Duke Ellington

Sesto al Reghena

Gli spazi carichi di storia e di spiritualità dell'abbazia benedettina di Sesto al Reghena hanno ospitato l'ultimo degli appuntamenti di "Portraits of Duke Ellington", due mesi di seminari e concerti organizzati dalla Abbey Town Jazz Orchestra.

Protagonista è stato il magistero di Duke Ellington, figura luminosa del jazz e gigante della musica del ventesimo secolo. Del compositore e bandleader afroamericano si sono potuti ascoltare i brani celebri come quelli meno battuti proprio come i suoi Concerti Sacri, tema dell'ultimo appuntamento.

Concepiti e realizzati nell'arco degli anni che vanno dal 1965 al 1973 sono tra i meno conosciuti anche a causa della difficoltà di rappresentazione causata dal numero di musicisti necessari all'impresa, che non ha invece spaventato i coraggiosi musicisti dell'Abbey Town Jazz Orchestra che hanno coinvolto per questo concerto il Friuli Venezia-Giulia Gospel Choir diretto da Rudy Fantin, Luca Grizzo in veste di cantante e narratore e il baritonista Alberto Pinton. Guidati dalla direzione sicura di Kyle Gregory, i musicisti hanno presentato una scelta di brani arricchiti da alcuni testi di grande efficacia, come il commovente ricordo di Billy Strayhorn, amatissimo collaboratore di Ellington e le parole, attualissime, d'amore del Martin Luther King di "I Have a Dream".

Dopo un minuto di silenzio dedicato alle vittime della catastrofe asiatica, il concerto è cominciato con "Praise God" che ha fatto da cornice al programma essendo ripreso come finale e bis. Dopo "Supreme Being" e "Heaven", è stato l'articolato "It's Freedom" con recitativi e una struttura a chiamata e risposta (tra orchestra e coro, tra voci maschili e femminili) a dimostrare come si possa parlare di cose serissime divertendosi.

Nella concezione del jazz si fondono infatti aspetti che in genere siamo portati a considerare separati: sacro e profano, materiale e spirituale convivono, dialogano, si mescolano. "Jump for Joy" è un inno alla vita e alla danza, cantato da un Luca Grizzo perfetto per la parte anche se ci è parso, conoscendolo, un po' trattenuto, mentre "Come Sunday" è il versante lirico, accorato, elegiaco.

Ellington lo recuperò dalla suite "Black, Brown and Beige" e lo inserì opportunamente nei Concerti Sacri ed è una delle sue composizioni migliori. Alberto Pinton lo ha eseguito, con il pregevole accompagnamento del pianista Fabio Bravin, con piglio asciutto sapendo esaltarne il cuore: una melodia che appare come lo schiarirsi di un cielo nuvoloso.

Flavio Massarutto

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